
.: Aviosuperficie ''Città di Acqui Terme'' :.
Data: Venerdì, 10 marzo @ 11:56:36 CET Argomento: News

L’ Amministrazione Comunale di Acqui
Terme ha recentemente individuato in regione Barbato accanto alla
già esistente aviosuperficie un area da destinare a nuovi
insediamenti produttivi.L’esistenza a poche decine di metri di un
aviosuperficie dall’area oggetto del nuovo Piano per insediamenti
produttivi (di seguito PIP) favorisce di fatto l’insediamento o la
rilocalizzazione di piccole e medie aziende di costruzioni
aeronautiche operanti nel settore della progettazione, costruzione,
assemblaggio e manutenzione di aeromobili sia ad ala fissa che ad
ala rotante con la possibilità di ottenere finanziamenti strutturali
sia in ambito nazionale che europeo.
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La città di Acqui Terme che si trova in provincia di Alessandria vanta origini
storiche antichissime risalenti all’epoca romana ed è sede di un importante
stazione turistico – termale, posizionata al centro del triangolo industriale
Torino – Milano – Genova.
Dal 1979 alla periferia
della città, precisamente in regione Barbato, è funzionante un aviosuperficie
con le seguenti caratteristiche tecniche:
Coordinate: 44°40.51 N /
8°30.19 E
Posizione rispetto al centro
abitato: km. 2,5 a Est di Acqui Terme.
Orientamento : 15/33.
Dimensioni : lunghezza
metri 520 larghezza metri 30.
Elevazione: 131 metri slm.
Pendenza: 1%.
Fondo: in erba
Attualmente sull’aviosuperficie in oggetto viene svolta saltuariamente attività
di volo con aerei da turismo, ultraleggeri ed è anche attiva una scuola di
paracadutismo che concentra la propria attività nei fine settimana.
La struttura è dotata di due Hangar da 144 mq ciascuno.
A
questi, si aggiunge un struttura per l’accoglienza dei soci della locale
Associazione Arma Aeronautica fruibile anche ai piloti in visita.
L’accesso all’aviosuperficie avviene attraverso una strada comunale in corso di
ampliamento collegata a sua volta all’ex statale 30 che a sua volta collega
Acqui Terme ad Alessandria.
Nella zona sono in corso una serie di lavori di miglioramento della viabilità di
tipo comunale e provinciale, con la realizzazione della cosiddetta “Variante di
Strevi” che costituisce il primo passo verso la realizzazione del collegamento
autostradale veloce Acqui Terme – Predosa dove verrà realizzato un casello che
consentirà l’immissione diretta nell’ A 26 Genova Voltri – Gravellona Toce.
Un recente studio di fattibilità prevede anche la realizzazione di una vera e
propria bretella autostradale Carcare – Acqui Terme – Predosa che avrà la
funzione di collegare direttamente l’A 6 Torino – Savona con l’A 26 Genova
Voltri – Gravellona Toce passando per Acqui Terme.
Un ulteriore studio di fattibilità in corso di redazione prevederà l’estensione
di tale bretella autostradale fino a Borghetto Santo Spirito con collegamento
diretto all’A10 Genova – Ventimiglia.
Per quanto riguarda i collegamenti ferroviari, Acqui Terme è servita dalle
seguenti linee:
Acqui Terme – Alessandria
Acqui Terme – Savona
Acqui Terme – Genova
Acqui Terme – Asti
Per quanto riguarda il trasporto merci su rotaia, proprio in regione Barbato
nell’ambito del progetto “Movicentro” verrà realizzato dalla Rete Ferroviaria
Italiana un nuovo scalo merci che si trova a poche centinaia di metri di
distanza dall’aviosuperficie e dal PIP.
Perché venire ad Acqui
Terme ?
Acqui Terme è una piacevole cittadina nella provincia di Alessandria che come
evidenziato nelle prime pagine di questa presentazione si trova nel baricentro
di un triangolo industriale tra le più importanti città del nord-ovest Milano
Torino Genova, e questo la rende particolarmente appetibile per posizionare qui
delle attività produttive di tipo industriale.
Ricca di storia e di archeologia, annegata nel verde delle colline dove
inquinamento disordini e violenza non esistono, è però ben fornita di centri
commerciali, negozi di ogni tipo, vanta un centro storico recentemente
restaurato pieno di locali, ristoranti tipici dove gustare le infinite
specialità enogastronomiche che questa zona offre, due teatri dove poter
assistere a spettacoli di buon livello, un grande ospedale; una clinica
convenzionata ed alcune strutture per anziani e disabili di altissimo livello.
Il
fiore all’occhiello di Acqui sono le Terme appena rinnovate, che mettono a
disposizione svariati centri fitness e fisioterapici, con le più moderne
attrezzature anche inserite in alberghi e/o residence nuovissimi e di diverse
categorie. Numerosi sono poi sono centri sportivi in posizioni tranquille
che mettono a disposizione piscine campi da tennis, da golf e quant’altro si
possa desiderare.
La regolamentazione della Aviosuperfici in Italia
La
liberalizzazione dell’uso delle aree di atterraggio, presupposto per
l’istituzione delle aviosuperfici in Italia, è dovuta alla Legge 2 aprile 1968,
n. 518.
In accordo con le prescrizioni di cui alla suddetta legge, con D.M. Trasporti
del 27 dicembre 1971 così come modificato con successivo D.M. del 10 marzo 1988,
tuttora vigente, sono state fissate le norme di attuazione della legge stessa.
Per aviosuperficie si intende una area idonea alla partenza ed all’approdo di
aeromobili, area non appartenente al demanio aeronautico e non destinata ad
aeroporto privato ( artt. 692 e 704 del Codice della navigazione aerea).
Nel contesto delle aviosuperfici sono da ricondurre anche le "elisuperfici" area
idonea alla partenza ed all’approdo di elicotteri e le "idrosuperfici" area
destinata esclusivamente alla partenza ed all’approdo di idrovolanti o
elicotteri muniti di galleggianti.
Le aviosuperfici si distinguono in "aviosuperfici in pendenza" e in
"aviosuperfici non in pendenza", per queste ultime la pendenza non deve essere
superiore al 2%.
Le stesse aviosuperfici si distinguono altresì in "munite di segnaletica" e "non
munite di segnaletica". Fermi restando i requisiti fisici e di sicurezza fissati
dalla normativa per ambedue le infrastrutture, solamente per quelle munite di
segnaletica (segnaletica orizzontale e verticale indicante l’ubicazione e le
dimensioni dell’aviosuperficie, gli ostacoli, la direzione di avvicinamento
preferenziale e la direzione e l’intensità del vento) la normativa stessa impone
la necessità per il Gestore di darne comunicazione all’Ente Nazionale per
l’Aviazione Civile. Le aviosuperfici sono gestite da persone fisiche o
giuridiche, cioè dal Gestore, responsabile dell’ efficienza dell’aviosuperficie
anche in termini di agibilità e della funzionalità delle attrezzature
disponibili. Le operazioni di volo sulle aviosuperfici si svolgono sotto la
responsabilità del pilota.
Sulle aviosuperfici può essere svolta attività aerea in genere "lavoro aereo,
attività turistica e sportiva, soccorso, protezione civile, paracadutismo,
trasporto pubblico passeggeri".
La normativa e le direttive emanate dall’Ente fissano, in funzione
dell’attività, i requisiti minimi operativi per le infrastrutture e relativi
impianti e le necessarie professionalità per i piloti. In particolare per il
Trasporto pubblico passeggeri, consentito sulle sole aviosuperfici non in
pendenza munite di segnaletica, è prevista una preliminare verifica
tecnico-operativa sulle infrastrutture da parte di funzionari dell’Ente.
La Legge 24 aprile 1998, n.128 consente l’uso delle aviosuperfici anche agli
aeromobili provenienti da Stati membri dell’Unione europea senza scali
intermedi.
L’utenza aeronautica ha accolto con rilevante interesse la liberalizzazione
dell’uso delle aree di atterraggio come può desumersi dall’elenco a seguire
delle aviosuperfici vigenti, elenco peraltro riferito alle sole aviosuperfici
munite di segnaletica.
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